La Dactyliotheca è una collezione di 388 pietre preziose ed ornamentali, spesso montate su lamine di agata o di altro materiale ornamentale, soprattutto con taglio di forma ottagonale, variabile tra 28x18x2 a 40x20x3 mm, o con taglio cabochons di 20x15x4 mm. Queste lamine possono essere intercambiabili su due anelli, anch'essi inclusi nella raccolta. Le gemme, di forma e taglio diversi, sono frequentemente sormontate da piccole gemme o da insetti costruiti con materiali vari.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Le pietre sono disposte su 12 plateaux, suddivise in tre sezioni di quattro plateaux ciascuna a seconda della forma e del tipo. I plateaux possono essere messi l'uno sull'altro in un armadietto di legno o in tre contenitori a forma di libro, rilegati in cuoio di color rosso, con l'iscrizione Lang's Museum Mineralogicum (Inventario dell'Università di Roma No 402).
Sulla Dactyliotheca sono stati trovati due cataloghi.
Il più vecchio scritto alla fine del 18° secolo o agli inizi del 19°. E' in francese ed include 277 pietre, spesso con informazioni sulla loro origine (Archivio di Stato di Roma, Archivio dell'Università di Roma, Busta 309).
Il secondo documento, scritto a mano in italiano, è intitolato "Catalogo di una collezione di gemme ed altre pietre dure, donate al Gabinetto Mineralogico della Sapienza da Papa Leone XII" ed è parte di un inventario generale su 25 raccolte del Museo, compilato dal conservatore P. Carpi datato 27 ottobre 1843 (Archivio di Stato di Roma, Archivio dell'Università di Roma, Busta 309). Questo catalogo elenca 388 pietre, lo stesso numero di oggi, i plateaux, l'armadietto ed i contenitori di cuoio rosso dove le pietre erano contenute.
Il catalogo francese pertanto,
che elenca solo 277 pietre, è stato scritto in tempi più antichi e sicuramente,
prima della donazione al museo, sono stati aggiunte altre 111
pietre.
Durante gli anni si sono avuto piccoli furti o sostituzioni che non
inficiano il valore intrinseco della collezione. I fatti accaduti sono riportati
su una nota (1861a) dell'Archivio di Stato di Roma.
Uno studio dettagliato della Dactyliotheca è stato pubblicato da: Graziani G., (1996) "Periodico di Mineralogia", Roma (1996), 65, 79-204.
Descrizione della collezione
Ciascun esemplare è
numerato progressivamente e identificato secondo i due "Cataloghi"
esistenti.
Sulla base del loro taglio e forma, gli esemplari sono
stati divisi in tre Sezioni, ciascuna formata da quattro plateaux.
|
|
|
|
|
Sezione 2 - Comprende 141 campioni ed un anello. Lamine di pietre ornamentali a taglio misto di forma ottagonale, disposti su quattro plateaux con 36, 35, 35 e 35 gemme rispettivamente. | |||
|
|
|
|
Sezione 3 - Comprende 150 campioni ed un anello. Cabochon di forma ovale e pietre ornamentali, disposti su quattro plateaux con 38, 37, 38 e 37 pietre rispettivamente. | |||