Collezione Rovis

Nel mese di giugno del 2009, il Museo di Mineralogia della Sapienza Università di Roma, ha avuto il piacere di accogliere una straordinaria collezione di minerali e fossili, donata dal Commendator Primo Rovis.
Dallo stesso anno il Museo ha potuto quindi esibire tale collezione grazie alla generosità e alla lungimiranza del Comm. Primo Rovis, filantropo triestino di origini istro-carniche e principale benefattore del capoluogo giuliano, che ha così voluto manifestare concretamente il profondo amore per l’Italia, nonché l’ammirazione e la stima verso il principale ateneo nazionale.
Con tale apporto di minerali e fossili dalle dimensioni assolutamente al di fuori del comune (trasportati con un TIR completo), il Museo di Mineralogia ha acquisito campioni scenografici di grande richiamo per il turismo nazionale ed internazionale.
La donazione è avvenuta con cerimonia solenne nell’Aula Magna dell’Università, alla presenza del Rettore Luigi Frati e del Presidente della Fondazione Roma Sapienza Renato Guarini, il 17 giugno, in occasione della prima manifestazione pubblica organizzata dalla Fondazione per la consegna di borse e premi di studio. 
Nella circostanza il Comm. Rovis, dopo un discorso di ringraziamento sottolineato da applausi, in segno di riconoscenza ha ricevuto dalle mani del Rettore la medaglia d’argento dell’ateneo e copia della bolla pontificia di fondazione “Studium urbis”.
La donazione conta oltre 300 esemplari assolutamente al di fuori del comune per spettacolarità, colori e dimensioni. Tra i pezzi pregiati alcune sezioni di legno fossile della foresta pietrificata dell’Arizona, ricavate da alberi pietrificati di 220 milioni d’anni (Triassico). Di particolare fascino risulta la grande sezione di Araucaria fossile di circa 2 metri di lunghezza, come pure un enorme geode di quarzo citrino di oltre 1 tonnellata di peso. Arricchiscono la collezione grandi sezioni di agata, geodi e druse d’ametista, quarzi rosa, cristalli di gesso e calcite, granati e malachite, tormalina e lapislazzuli. Non mancano alcuni fossili davvero imponenti come trilobiti, ammoniti e stromatoliti. Quest’ultime, d’età compresa tra 2 a 4 miliardi d’anni (Precambrico), costituiscono in assoluto le prime forme di vita sulla Terra. Completa la ricca rassegna una serie pregevole di sfere di minerali e rocce di ogni specie e diametro. Gli esemplari provengono da tutto il mondo, in particolare dal Sud America.
Uno dei principali intenti della donazione è che «possa promuovere nei confronti delle nuove generazioni l’interesse scientifico e spirituale che queste testimonianze offrono nell’intera storia dell’Universo sin dalle sue origini». Anche perché, come dice lo stesso Rovis, «prima viene l’opera del Creatore e poi quella dell’uomo».
Una simile esposizione avrebbe dovuto essere allestita presso l’Università Lomonosov di Mosca (che ospita 41 facoltà ed è stata fondata nel 1755 da Elisabetta di Russia) entro tre nuovi edifici costruiti dalle ditte di Oleg Deripaska. Il magnate russo si era già accordato con Rovis, dopo aver inviato per due settimane a Trieste alcuni suoi specialisti fidati per scegliere e acquistare gli esemplari. A causa del crollo improvviso del 70% della Borsa di Mosca, Deripaska comunicò tramite e-mail di non poter far fronte agli impegni presi per un periodo indeterminato. 
Dopo essersi consultato con il suo amico rettore dell’ateneo moscovita Viktor Sadovnichiy e averne ricevuto il benestare, visti gli ottimi rapporti istituzionali tra l’ateneo russo e quello italiano, Rovis ha contattato la Sapienza di Roma mediante l’interessamento dell’amico fraterno, l’Ammiraglio Sergio Biraghi (già capo della Marina Italiana e consulente militare del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi).
Grazie all’appoggio e alla «grande stima per un uomo vero» espressagli dal magnifico Rettore prof. Luigi Frati, sono poi state impostate proficue relazioni con i docenti Ferrini, Maras e Prestininzi che hanno apportato in pochi mesi risultati concreti. 
Come riportato anche nell’atto ufficiale della donazione, «il fine è quello di permettere, per la prima volta al mondo, che nella meravigliosa città di Roma tutti possano ammirare la bellezza unica delle creazioni della Natura definite “Arte di Dio”».